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Il colore come forma di comunicazione

A cura di Pamela Grigiante
Education and brand development, Color specialist

Il colore è vita. Trasforma e inebria la banale quotidianità. Quale sarebbe l'esperienza di una foglia acromatica o gli occhi di chi amiamo in una fredda tonalità di grigio?

Lo diamo per scontato, ma il colore è vita in quanto proprietà della luce. Senza la luce non esiterebbe vita sulla terra. Si ritiene che il gusto personale o l'avere sviluppato una certa sensibilità estetica, sia condizione sufficiente per potere consigliare il colore adatto ad una data situazione.

Il colore, invece, mette all'angolo il gusto personale per affondare le sue radici nel patrimonio genetico. La reazione umana al rosso, associata alla seduzione di un rossetto o ad un segnale stradale, è immediata e inconscia. Di fronte al colore scatta una sorta di pilota automatico che non si riesce a governare con la razionalità o con un'adeguata preparazione estetica. La reazione dell'essere umano al rosso è simile a quella cha ha un buffo uccello delle Galapagos, la Fregata: seduzione verso i maschi e allerta di fronte al nemico.

Il mondo del colore, se visto da questa prospettiva, stupisce, disarma e diventa incredibile il suo potere di comunicare. Il colore aggancia l'informazione in maniera diretta e inconscia. Questo significa che un prodotto, un brand, una campagna pubblicitaria andrebbero vivisezionati per verificare se il mix di colore e forme, siano davvero specchio dell'identità dell'oggetto di cui si sta parlando.

Scegliere un colore perché è stato lanciato il “Colore dell'anno” può essere un grosso rischio. Un ambiente architettonico, ad esempio, può avere funzioni differenti e le persone, che frequentato quel luogo, bisogni diversi da soddisfare. Come può un unico colore, faccio l'esempio del famoso tortora, che ha invaso gli ambienti attorno a noi, soddisfare le esigenze di un ristorante, un ufficio, un panificio o l'esterno di un'abitazione privata? Sono davvero i medesimi bisogni quelli che l'individuo mette in campo in questi contesti?

Il color design è una materia molto articolata che mette sul tavolo tanti ambiti di studio che si fondono per andare oltre la comunicazione urlata e scontata. Un'obiezione lecita è pensarci figli di un'epoca. Questa osservazione è in parte esatta. La moda e le tendenze sul colore scongiurano la noia nel consumatore e muovono l'economia, ma l'ambiente architettonico non cambia con la stessa facilità con cui cambia il packaging di un prodotto da banco. Questo significa che la progettazione dell'ambiente influenza profondamente la nostra esperienza psicologica, fisiologica e biologica di un luogo. La consapevolezza diventa la prima chiave di una progettazione sana.

Tornando alla comunicazione più spiccia, quella, ad esempio, del biglietto da visita, è interessante come la scelta di forme, colori, spazi pieni e vuoti, anche in un ridotto spazio bianco di carta, arrivi al nostro cervello con una velocità incontrollabile. In questo grande database, che è la mente, noi sentiamo se quell'insieme di forme risuona in noi come buona o cattiva forma. La conseguenza finale di tutto questo è chiedersi: “Questo biglietto da visita parla di una persona affidabile, che mi andrebbe di contattare per un determinato ambito?”

Si comprende quanto il mondo del colore e delle forme sia vasto e stimolante. E che dire del bianco? La scelta che invade ogni ambito delle nostre esistenze? Il bianco è erroneamente considerato una “non scelta” o una scelta neutra. Spesso viene utilizzato per velocità, è comunemente accettato, è ovunque, ma il bianco è una scelta a tutti gli effetti. In particolare il bianco, soprattutto negli ambienti total white, nell'accezione di essere contemporanei e high tech, rischia di portare ad una importante privazione sensoriale e di vitalità.

Il colore consapevole è una continua scoperta e ciò che rende meraviglioso questo passaggio è che gli strumenti per comprendere tutto questo sono già tutti dentro di noi.

La felicità a portata di mano

Chi non vorrebbe essere felice o più felice? Le persone felici creano un clima aziendale più sereno, produttivo, innovativo e, come se fosse un “virus buono”, trasmettono questo benessere anche a chi lavora con loro. In occasione della Giornata internazionale della felicità che si celebra martedì 20 marzo, Logika e ProsMediagiovedì 22 marzo alle 17.30 a Palazzo Cornaggia, in via Corradini 89 a Thiene, mettono in campo le migliori risorse delle loro nuove collaborazioni nell’incontro “L’impresa felice. Verso un ben-essere lavorativo a portata di mano”, con il patrocinio di Città di Thiene – Assessorato alla Cultura e Consigliera di Parità della Provincia di Vicenza.

Un evento fuori dall’ordinario per dare strumenti concreti per il benessere lavorativo e personale, un’esperienza unica, grazie all’arte di Carlo Presotto, attore e drammaturgo de La Piccionaia, nel condurre i partecipanti per mano fra i temi della serata: a Cristina Martini, ricercatrice e media educator di ProsMedia, infatti, spetta il compito di fornire spunti interessanti sul pensiero laterale e l’andare oltre gli schemi; la fotografa Roberta Cozza, invece, propone uno sguardo su “Spontaneità, emotività, felicità nel ritratto: il prima e il dopo” con un’esperienza sul campo; Rosanna Bonollo, fondatrice di Logika, si sofferma su “L’unione fa la forza: lavorare insieme, lavorare meglio”. Infine, il cuore dell’evento è dedicato all’ultimo libro della consulente e formatrice Roberta Bortolucci, “Imparare la felicità. Abbiamo molte risorse per riuscire a rispondere alle difficoltà della vita e del lavoro” (Franco Angeli 2016), intervistata dalle giornaliste Elena Guerra ed Elena Guzzonato.

Secondo Cristina Martini «il benessere lavorativo passa anche dall’inclusione, dall’intercultura, dalla risoluzione dei problemi. È un’attitudine che va allenata e messa in pratica a scuola, in azienda, nella libera professione. L’innovazione passa anche dal pensiero laterale e dal superamento degli stereotipi che chiudono i pensieri in gabbie culturali che sembrano insuperabili. I diversi punti di vista e l’unicità di ogni persona sono invece ricchezza e, se valorizzati, generano benessere e un ambiente più disteso e produttivo».

Roberta Cozza usa il linguaggio della comunicazione fotografica per verificare l’apporto emotivo significativo alla collaborazione nell’ambiente di lavoro e l’importanza del ritratto e dell’essere spontanei, con un dialogo con Rosanna Bonollo, per la costruzione di una buona empatia emotiva.

Roberta Bortolucci ha un’esperienza trentennale nel settore della consulenza di organizzazione aziendale con specializzazione in ottica di genere. Accompagna le aziende, pubbliche e private, a mettere a sistema le politiche, le strategie e le prassi organizzative e gestionali relative alla gestione della diversità, al fine di ottenere il massimo vantaggio competitivo e una migliore qualità di gestione.

L’aperitivo è offerto da Ristora Eventi. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con La Piccionaia, DaamStudio, Ristora Eventi e Roberta Cozza, fotografa. Per informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare il numero 0445/362701. Iscrizioni su Eventbrite – Evento Facebook.

Un nuovo inizio

Se dovessimo immaginarci in natura potremmo dire di essere api operaie all’interno di un alveare formato da cellette, tante quante sono le nostre competenze. Questo è anche ciò che rappresenta il nostro logo formato da cinque celle, tanti sono stati i soci fondatori nel 2008 del progetto Prosmedia (Maurizio Corte, Cristina Martini, Elena Guerra, Simonetta Pedron e Nina Kapel). Lungo questi anni molti sono stati i gruppi di lavoro e le collaborazioni formatesi. Nel 2018 ci siamo associati a Logika, la cui immagine è un’ape rossa che tanto ci ha fatto sorridere quanto pensare che non fosse solo un caso questo gemellaggio lavorativo. Insieme a Logika condividiamo una visione che va oltre le nostre competenze: ci sentiamo complementari ed è questo il nostro nettare più prezioso.

Logika con la sua esperienza nell’ambito delle relazioni pubbliche e degli eventi, oltre che all’editoria e al giornalismo, si unisce alla nostra squadra con un’attività legata alla comunicazione digitale e all’analisi dei media, oltre alla formazione e alla media education. Vogliamo continuare a diffondere “buone notizie” anche attraverso questo spazio, per condividere le iniziative che ci stanno a cuore ma anche notizie “buone” dal mondo, per cambiare prospettiva e valorizzare il bello che le esperienze altrui possono far emergere.

Buona lettura e buona condivisione #goodnews